DETTAGLI, IL SUCCO DELLA TECNICA BIRRARIA PARLIAMO DI LUPPOLO. Sesta puntata: il Fuggle Continuiamo - come il mese scorso, quanto abbiamo puntato i riflettori sulla qualità nobile per eccellenza, il boemo Saaz [il testo l’ho sottolineato intendendo, come al solito, che andrà linkato a quel post] – a parlare di luppolo, in questo nostro spazio mensile dedicato ad aspetti di dettaglio riguardanti il processo di produzione della birra. Ma stavolta, dall’austera Mitteleuropa, ci trasferiamo idealmente nella nebbiosa e verde campagna inglese; per porre sotto la lente il profilo di una varietà che è tipica di tutta la tradizione britannica e delle tipologie facenti capo ad essa. In questa “galleria” di insigni rappresentanti della schiera degli “odorosi coni”, la puntata presente ha come protagonista la cultivar nota come Fuggle. Si tratta di una selezione “fondante” per la scuola brassicola del Regno Unito: l’unica altra che può rivendicare un ruolo di pari importanza è lo East Kent Golding (il più noto della propria famiglia d’appartenenza, quella dei Golding, appunto). E si tratta di un luppolo sulla cui origine tutt’oggi si dibatte, sebbene alcuni tasselli del puzzle sembra di poter dire siano stati ormai collocali al loro posto. Cresciuto spontaneamente, il suo tralcio pare esser stato individuato nel Kent, per l’esattezza nel villaggio di Horsmonden, entro il recinto del giardino della fattoria gestita da George Stace (o George Stace Moor) e da sua moglie: qui la pianta si sarebbe generata a partire da un seme gettato per caso, forse caduto da un cesto usato appunto per la raccolta dei fiori del tenace rampicante. A metterne a disposizione la verdeggiante preziosità, sempre secondo il racconto più o meno canonizzato, fu poi un coltivatore professionale: identificato con Richard Fuggle; il quale lo propagò sistematicamente per poi, ritenendolo giunto a maturità dopo un conveniente numero di raccolti, avviarne la commercializzazione nel 1875. Il suo fu un successo graduale ma costante: nel 1949 era il più diffusamente allevato in tutta l’Inghilterra, occupando una superficie pari al 78% di quella complessivamente consacrata ai luppoleti; peraltro, la parabola ha da tempo imboccato un ramo decisamente discendente, tanto che oggi i terreni presidiati non rappresentanto se non il 9% sul totale. Interessante, inoltre, ricordare come la sua esportazione in Slovenia abbia dato origine alla varietà danubiana erroneamente battezzata come Styrian Golding, in virtù di un clamoroso misunderstanding circa la natura di quelle primigenie barbatelle. Ma veniamo alla sua caratterizzazione sensoriale. Noto per la sobrietà dei suoi apporti, presenta un potenziale amaricante contenuto, cui indicatore è una percentuale di alfa acidi oscillante tra il 3 e il 5.5%; mentre sul fronte olfattivo, la sua personalità si esprime attraverso percezioni che interessano le aree dell’erbaceo, del fruttato, dello speziato-balsamico (menta), del legnoso-terroso.

Aura srl / via Nicolodi 40 / 57121 Livorno

Info Contatti Produzione

telefono 0586/854439

birraio@piccolobirrificioclandestino.it

Piccolo Birrificio Clandestino Pub Livorno

Info Prenotazioni Tavolo Pub telefono 3420232522 / pubpbc@gmail.com

Piccolo Birrificio Clandestino Pub Calambrone

Viale del Tirreno 357

presso Eliopoli per prenotazioni 3701304929