BIRRA, CHE STILE! ANZI: CHE STILI… LA NORTHERN BROWN ALE La nostra rubrica contenente il ritratto, mese per mese, di una specifica tipologia birraria ci porta stavola nel Regno Unito. C’è stato un periodo, nella storia brassicola della Gran Bretagna, durante il quale tutte le birre (allora suddivise tra Ales e Beers: le seconde più o meno intensamente luppolate, le prime poco o niente) avevano tutte una tinteggiatura grossomodo Brown. Un tratto cromatico così assolutamente normale da non poter essere utilizzato come fattore distintivo; e infatti non lo era: tale funzione veniva assolta da descrittori geografici (Burton, Oxford, York) o alcolici (common, mild, strong, small…). L’avvento e la successiva (pur assai graduale) diffusione, dal 1642 in poi, del forno a getto d’aria, in sostituzione della procedura di essiccazione del malto a fiamma diretta, determinerà, lungo l’arco dei successivi due secoli, l’entrata in scena e l’affermazione delle Pale Ales (definite pallide già ai primi del Settecento, proprio perché, sebbene ambrate, risultavano molto più chiare dello standard cromatico corrente) e delle loro immediate derivazioni: Bitter e India Pale Ale (ne parleremo, di entrambe, è ovvio). Ecco allora che, nei decenni a cavallo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del successivo, le produzioni più aderenti alle consuetudini tipiche dell’era precedente l’adozione delle più moderne tecniche di cottura del cereale si troveranno nella condizione di dover rivendicare la propria identità ricorrendo utilmente, adesso sì, a un appellativo riferito al loro colore. Entra così in uso la locuzione Brown Ales, a indicare birre ad alta fermentazione recanti una tinteggiatura tra l’ambrato intenso e il bruno esso stesso profondo; birre il cui spazio vitale viene oggi ripartito in due aree: quello delle più scure Southern Brown Ales (poco diffuse, quasi un archeo-stile) e quello delle più chiare Northern Brown Ales, il modello prevalente, tipico delle latitudini settentrionali (Yorkshire e dintorni), presso le quali acque meno calcaree determinano appunto un’inferiore estrazione di colore dal mosto. Ecco, sulle Northern si concentra stavolta la nostra attenzione. Sotto il profilo dello sviluppo storico, la loro immagine si lega soprattutto a quella di alcuni marchi che ne sono stati propugnatori: su tutti, a partire dal 1927, quello della Newcastle Brewery, di Newcastle upon Tyne. Sul piano della caratterizzazione organolettica, eccone un rapido profilo: colore da ambrato carico a bruno rossiccio; aroma orientato alle tostature (nocciola, biscotto, cioccolato, talvolta un lieve caramello) con corollario di eventuali note terrose (radice) e fruttate (mela); bocca di nuovo tostata, in coerenza col naso; corpo medio-leggero, carbonazione medio-elevata. Tra gli esempi di stile, l’inglese Riggwelter Yorkshire Ale (della Black Sheep Brewery) e la nostra Santa Giulia, portabandiera del Piccolo Birrificio Clandestino. FERMENTAZIONE: alta SCHIUMA: beige, contenuta COLORE: bruno GRADAZIONE: 4,2-5,4 UNITÀ D’AMARO: 20-30 IBU
Aura srl via Nicolodi 40 57121 Livorno Info Contatti Produzione telefono 0586/854439 birraio@piccolobirrificioclandestino.it Livorno Info Prenotazioni Tavolo Pub telefono 3420232522 pubpbc@gmail.com Calambrone Viale del Tirreno 357 presso Eliopoli per prenotazioni 3701304929