BIRRA, CHE STILE! ANZI: CHE STILI… LA BRITISH GOLDEN ALE Proseguiamo, in questo nostro angolo mensile dedicato a mettere a fuoco, di volta in volta, l’identikit di una diversa tipologia birraria, l’esplorazione della genealogia avente come ideale capostipite la English Pale Ale e, come discendenti, tra altre, le varie British Bitter (Ordinary, Best, Strong), nonché le English Ipa [le sottolineature indicano altrettanti link al rispettivo post già pubblicato]. Un cammino che procede ponendo, oggi, sotto la lente d’ingrandimento un genere che può considerarsi evoluzione, in chiave moderna e contemporanea, proprio delle già citate Bitter: una derivazione delineatasi a partire dalla metà degli anni Ottanta del secolo scorso e nota oggi con la designazione di British Golden Ale. Si tratta, è il nome d’arte stesso a dirlo, di versioni più chiare rispetto allo standard storico (tarato su latitudini ambrate) della progenie stilistica alla quale comunque appartiene: una versione che - su questo gli osservatori concordano abbastanza unanimemente - ha avuto diversi precedenti già durante i decenni tra Otto e Novecento; non tali, però, per rilievo temperamentale e numerico, da dar luogo a una gemmazione e, alla fine, a una classificazione specifica. Ciò avviene, come detto, attraverso un processo che si sviluppa nel quindicennio finale del Novecento stesso: sotto la spinta dell’esigenza, viepiù pressante, di “plasmare” i fondamentali sensoriali di una Bitter (corporeità, asciuttezza, grado di amaricatura e timbro aromatico apportato dal luppolo) secondo varianti atte ad assecondare gli orientamenti di una platea consumatrice soggetta alla forte capacità di attrazione, e dunque all’influenza, esercitata dalle decine e decine di referenze reperibili nell’ambito delle Lager di colorazione chiara. Ebbene, il merito di aver messo a tema - in termini seriamente progettuali - l’elaborazione di una birra del genere va ascritto a Jim Laker, birraio della Exmoor Brewery (di Wiveliscombe, nella Contea del Somerset), fondata nel 1979, nel solco (e inizialmente con il nome) della Golden Hill Brewery: questa la scuderia con la cui targa, nel 1986, per celebrare la millesima cotta, esce la Exmoor Gold, una Ale robustamente luppolata e avente la tonalità dichiarata appunto in etichetta. Da quel “primo sigillo” in poi, pur con una certa gradualità, il “ramo” delle Pale Ale “imbiondite” crescerà in dimensioni e in diffusione, tanto da trovare una propria canonizzazione formale, come categoria avente dignità tipologica, nel 2005 ad opera del Camra. Ecco, parlando di “disciplinari ufficiali”, il BJCP, nelle sue Styles Guidelines, definisce oggi la Golden Ale come una pinta il cui colore va dal paglierino pallido al dorato pieno; i cui profumi, prevalentemente da luppolo (basse le esterificazioni da lievito) interessano prevalentemente note di tipo classicamente britannico (floreale, terroso, erbaceo), senza escludere (anzi) inclinazioni nuovomondiste (frutta esotica, agrumi, resine); il cui palato si avvale di valori-chiave improntati alla leggerezza e alla facilità di beva: alcol dal 3.8% al 5%, conteggio delle Ibu tra 20 e 45, corporatura medio-leggera, carbonazione moderata. Tra le referenze fortemente esemplificative (oltre la già citata Exmoor Gold), la Summer Lightning firmata dalla Hop Back, la Gold di casa Buxton e (al di là dei confini britannici) la Golden Age del Birrificio Lariano. FERMENTAZIONE: alta SCHIUMA: bianca, di proporzione variabile COLORE: dal paglierino al dorato GRADAZIONE: 3,8-5 UNITÀ D’AMARO: 20-45

Aura srl / via Nicolodi 40 / 57121 Livorno

Info Contatti Produzione

telefono 0586/854439

birraio@piccolobirrificioclandestino.it

Piccolo Birrificio Clandestino Pub Livorno

Info Prenotazioni Tavolo Pub telefono 3420232522 / pubpbc@gmail.com

Piccolo Birrificio Clandestino Pub Calambrone

Viale del Tirreno 357

presso Eliopoli per prenotazioni 3701304929