BIRRA, CHE STILE! ANZI: CHE STILI… LA AMERICAN BROWN ALE Il nostro angolo mensile riservato, volta per volta, alla ricostruzione dell’identikit di una specifica tipologia birraria ci porta, nella fattispecie, a volare idealmente verso gli Stati Uniti per andare a rintracciare origini e fisionomia di uno dei generi che popolano il panorama degli stili battenti la bandiera a stelle e strisce: quello delle American Brown Ales. Si tratta, per cominciare, di una variazione parziale operata sul profilo del preesistente modello britannico delle Brown Ales (sic et simpliciter), di cui abbiamo parlato alcuni mesi fa [link al post, uscito nel settembre 2018]; una variazione consistente, in sostanza (così come per molte tra le tipologie made in Usa delle generazioni contemporanee), nella sostituzione dei luppoli tradizionali del Regno Unito con le varietà (le moderne varietà, messe a disposizione grazie al lavoro dei laboratori agronomici d’oltreoceano a partire dagli anni Settanta del Novecento) caratteristiche delle terre dello Zio Sam, sebbene peraltro il disciplinare non ponga veti sull’impiego di cultivar del Vecchio Continente né di altri, come quello oceanico. Ecco, a varare la prima versione yankee del canovaccio british è stato, in Texas, nella metà ascendente degli anni Ottanta, un (allora) homebrewer, Pete Slosberg, futuro cofondatore (nel 1986, insieme al socio Mark Bronder) della Pete's Brewing Company di San Antonio, poi acquisita, nel 1998, dalla concittadina Gambrinus per essere definitivamente chiusa nel 2011. Ma al di là delle vicende della compagnia, è sotto le insegne di questo marchio artigianale che la American Brown Ale debutta ufficialmente sulla scena, con l’etichetta della Pete's Wicked Ale: la quale, perciò, è considerabile come la capostipite della nuova denominazione brassicola. Una denominazione che, stando alle Styles Guidelines del Bjcp (Beer Judge Certification Program), presenta caratteristiche da poter riassumere come facciamo di seguito. Colore bruno da chiaro a molto scuro, aspetto da pulito a misuratamente velato, schiuma da avorio a beige; aromi prevalentemente tostati - biscotto, calotta di dolce da forno, frutta secca (nocciola e noce in specie), cioccolato tocchi di caramello – con, in posizione gregaria, sia le tematiche fruttate da lievito (mela matura, susina, fichi) sia quelle di matrice luppolata (tra le quali più riconoscibili sono le agrumature e le resinosità da varietà statunitensi); costruzione gustativa poggiante su una corporatura medio-robusta, su una carbonazione tra moderata a moderatamente vivace, su una condotta palatale di avvio abboccato e di prosecuzione più asciutta, a sottolineare una vena amaricante media o medio-alta. Tra le peculiarità dello stile, un range alcolico oscillante tra 4.3 e 6.2 gradi (l’archetipo inglese svaria tra i 4.2 e i 5.4); e la possibilità di utilizzare, in cotta, ingredienti speciali ricalcanti il binario tostato-torrefatto quali frutta secca e caffè. Quali etichette di riferimento, proponiamo la Best Brown (Bell's Brewery) e la American Brown (Alveria). FERMENTAZIONE: alta SCHIUMA: beige, proporzionata COLORE: bruno GRADAZIONE: 4,3-6,2 UNITÀ D’AMARO: 20-30 IBU

Aura srl / via Nicolodi 40 / 57121 Livorno

Info Contatti Produzione

telefono 0586/854439

birraio@piccolobirrificioclandestino.it

Piccolo Birrificio Clandestino Pub Livorno

Info Prenotazioni Tavolo Pub telefono 3420232522 / pubpbc@gmail.com

Piccolo Birrificio Clandestino Pub Calambrone

Viale del Tirreno 357

presso Eliopoli per prenotazioni 3701304929